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Arte e cultura

 LE CHIESE DI POZZALLO

 

 

  CHIESA MADONNA DEL ROSARIO

 

Costruita alla fine del XIX secolo e dedicata a San Pietro, presenta una grande facciata a tre portali, tanti quante sono le navate al suo interno. La pianta è a croce latina con archi, pilastri e colonne; sulla terza colonna sinistra della navata centrale troviamo un “pulpito” del 1910 in legno istoriato. Nella parte centrale trova posto l’Altare Maggiore dedicato alla “Madonna del Rosario”, patrona di Pozzallo. La statua è stata realizzata da Giorgio Assenza in cartapesta. Il 7 ottobre devozione e tradizione si uniscono in una delle solennità più sentite da parte di tutta la comunità eclesiale di pozzallo. La celebrazione prevede una processione lungo le strade cittadine con il seguito di molti fedeli.

 

CHIESA SANTA MARIA DI PORTOSALVO

 

                     

     Ingresso Torre Cabrera          Ingresso Via M. Rapisardi       

 

 Storia 

La sua costruzione ha inizio all'incirca nel 1740, disegnata con il prospetto principale rivolto verso la Torre Cabrera venne ultimata in sette anni. La comunità di Pozzallo, costituita allora da circa 500 abitanti, ritenne necessario che sorgesse una chiesa che vollero denominare Santa  Maria di Portosalvo, anche se in principio servì solo per liturgie saltuarie.

Il sacerdote veniva infatti designato fra i canonici della chiesa di San Pietro in Modica e veniva a celebrare nelle feste più importanti.

                       

Struttura e opere 

L’originale frontone in calcare duro posto a coronamento del primitivo portale, che guarda verso la torre ed il mare, è impreziosito da decorazioni con motivi floreali e da una finestra ovale. Nel 1950 vennero svolti lavori interni che consentirono di creare nuove arcate e nel 1963 venne costruito un nuovo prospetto principale, questa volta rivolto verso l'interno. Entrando dall’antico portale, a destra troviamo il fonte battesimale, opera in pietra scolpita da Stefano Calabrese nel 1770.

Cattura l’attenzione del visitatore la bellezza dell’altare maggiore innalzato nel 1858, è decorato con bassorilievi in gesso dal pozzallese Antonio Assenza, accoglie il simulacro in legno raffigurante l’Addolorata, opera dello scultore Angiolini di Napoli e donato a Pozzallo nel 1822.  La volta è arricchita da un affresco luminoso come il “coro degli angeli oranti” che Valente Assenza ha saputo ritrarre con arte. La Chiesa ha subito costantemente lavori di ampliamento e di restauro fino al 2005

La navata centrale, anticamente sormontata da una volta a botte  ricoperta da affreschi e  successivamente imbiancata per il crollo di una parte di essa, dopo i lavori di restauro, completati nel 2007, ha il tetto in legno. Il vecchio campanile, per motivi di sicurezza, è stato abbattuto creando un cambiamento di stile rispetto a quello precedente.  Le navate laterali, sono coperte da volte a crociera, i lavori hanno visto l’abbattimento del salone della pesca di S. Lucia determinando l’ampliamento della navata della Cappella del Santissimo Sacramento.

Le statue presenti sono: San Giuseppe e il bambino, statua ottocentesca in legno intagliato e dorato, l’urna dove è conservato il Cristo morto venerato nel periodo pasquale assieme all’Addolorata, le statue di Santa Lucia, legno intagliato e bulinato ad oro, una statua del Sacro Cuore dei primi del ‘900, la statua lignea di San Francesco di Paola, protettore dei marinai, una statua in gesso di Sant’Antonio dei primi del ‘900 e a finire la statua dell’Immacolata in legno argentato e meccato del 1870, dono alla chiesa della famiglia Pandolfi.

Nella cappella del Santissimo posta alla fine della navata sinistra, sono conservati una statua del Crocifisso del 1870 posta sull’altare e incorniciata da un arco ligneo policromo decorato con motivo floreali.

Nella parete di sinistra due quadri del ‘700 raffiguranti il primo la Madonna del Carmelo, opera di Orazio Spadaro, e nel secondo la Madonna di Portosalvo, opera di ignoto del ‘700. A chiudere il ciclo artistico è un quadro posto alla fine della navata laterale sinistra opera di Valente Assenza raffigurante San Giorgio e Santa Margherita.

 

 

 

Statua dell'Addolorata 

La statua lignea dell'Addolorata, opera attribuita allo scultore Angiolini, fu fatta eseguire nel 1822 dal commerciante napoletano Vincenzo Falanca. Singolare è, però, l'arrivo della statua dell'Addolorata a Pozzallo. Si narra infatti, che solamente la Vergine, salvò il commerciante napoletano dal naufragio che distrusse il suo veliero nei pressi dello sbarcadero prossimo alla chiesa di Portosalvo. L'intrepido marinaio, per grazia ricevuta, offrì il prezioso simulacro che, giunto a Pozzallo via mare, fu sistemato nell'antica Chiesa di Portosalvo, sua dimora abituale e sacrale. Toccante è la preghiera dei naviganti, recitata coralmente durante la partecipata processione del Venerdì Santo, che si snoda lungo le vie dei quartieri storici della città marinara. 

La bellissima statua di legno policromo della Vergine Addolorata è l'immagine sacra più venerata dai pozzallesi e dai suoi marittimi che la invocano come protettrice, definita commoventissima per la precisione di dettagli con cui è stata scolpita: occhi grandi, spalancati verso il cielo come se invocasse l'Altissimo, bocca piccola e fessurata da cui traspare la dentatura, volto ovale accuratamente definito, mani giunte con dita intrecciate, che traducono il dolore sofferto. 

 

 

 

 

   CHIESA SAN GIOVANNI

 

La Chiesa sorge in via Roma ed è di nuova costruzione, ha un aspetto moderno con una facciata a tre portici. L'interno a croce latina è illuminato da finestre a mosaico di vetro colorato e da lampadari in ferro battuto.  La cappella centrale, presenta un grande affresco di Valente Assenza con episodi della vita di San Giovanni. La statua di San Giovanni, opera dello scultore Herbert Comploj, si trova a destra dell’Altare Maggiore. San Giovanni con decreto del 19 giugno 1968, è stato riconfermato da Paolo VI “Patrono” della città assieme alla Madonna del Rosario. Il 24 giugno, la festività in onore di S. Giovanni è caratterizzata da una particolare e suggestiva processione in mare: la statua del Santo viene esposta su un'imbarcazione che prende il largo segiuta da decine di altre piccole barche. Il rito ha doppia funzionalità, da un lato la commemorazione dei defunti in mare, con la deposizione di una corona di fiori  tra le acque e dall'altro lato la benedizione delle stesse per tutti coloro che lavorano ed usufruiscono del mare. Usanza dei più devoti e soprattutto delle persone più anziane era, ed in alcuni casi è ancora, non fare bagni in mare prima della benedizione del Santo. A mezzanotte spettacolari sono i fuochi pirotecnici sulla spiaggia Raganzino che concludono i festeggiamenti con mille luci e colori che si specchiano sul mare.

 

     CHIESA SAN PAOLO

 

La chiesa di San Paolo Apostolo, costruita su terreno donato nel 1967 dalla Signora Domenica Giardina, è situata nei nuovi quartieri della città. Autore del progetto è l'ing. Concetta Russo. L'originale configurazione architettonica ricorda, per particolare forma della volta, la grande tenda dei convegni ebraici nel deserto. La singolare utilizzazione dei materiali poveri (macine, aratri, pietre, tronchi d'albero) impreziositi nella fattura, danno a questa chiesa un fascino particolare. L'arredamento dell'interno di indubbia creatività è opera del siciliano frate Alfredo Farina.

 

 

CHIESA MARIA MADRE DELLA FIDUCIA

 

E' stata costruita nel 2000 di recente costruzione inaugurata nel 2005 ed è stata realizzata con i fonfi dell8 per mille. Ubicata alla periferia di Pozzallo (si trova al Km 1 sulla strada Pozzallo-Ispica) ed ha annesso il convento delle suore Francescane della Carità.

 

 

PERSONAGGI  ILLUSTRI

 

 

 GIORGIO LA PIRA

 

 

Nato nel 1904 a Pozzallo (RG), Giorgio La Pira vive un'autentica esperienza di conversione e nel 1926 si trasferisce a Firenze al seguito del professor Betti, per terminare i propri studi in giurisprudenza. Nel 1934 è nominato professore ordinario, e nel 1939 fonda la rivista "Principi" di ispirazione antifascista, che gli vale l'ostilità del regime fino al termine della Seconda Guerra Mondiale.
Con la nascita della Repubblica, La Pira è chiamato a prendere parte all'Assemblea Costituente, ed eletto deputato nel 1948 diviene sottosegretario al Ministero del Lavoro di Fanfani.
Il 6 luglio 1951 la città di Firenze lo sceglie come nuovo sindaco, e qui La Pira mette in opera il suo personalissimo, innovativo programma politico. Nella vita di Giorgio La Pira, spicca l'eccezionale personalità di un uomo ispirato dalla vocazione, votato alla pace e alla fratellanza. Giorgio La Pira riesce a conciliare i suoi ideali cristiani con la politica concreta, dedicandosi senza pregiudizi alla sfera sociale, cercando il dialogo con gli avversari politici. Il progetto di pace universale di La Pira trova attuazioni concrete nel "Convegno dei sindaci di tutto il mondo" organizzato a Firenze nel 1955, nel viaggio del 1959 a Mosca, dove parla davanti al Soviet supremo, nei negoziati pieni di speranze intrapresi per pacificare arabi ed israeliani, per convincere Stati Uniti e Vietnam del Nord all'armistizio.

Il 5 novembre 1977, Giorgio La Pira muore a Firenze e la sua gente lo saluta con affetto e una straordinaria partecipazione che mobilita tutta la città.

La lapide murata nel prospetto della casa natale di via Giulia n. 8 con semplicità ricorda: "Quì nacque  (9 gennaio 1949) Giorgio La Pira cittadino del mondo. Definizione speculare della visione lapiriana per cui la città è il mondo, e le città restano come libri vivi della storia e della civiltà umana.

 

Nel 2005 si conclude la prima fase del processo di beatificazione, ma già da tempo La Pira viene ricordato come il "sindaco santo".

 

Il processo di beatificazione 
Il Tribunale diocesano per la causa di beatificazione di Giorgio La Pira è stato istituito dal Cardinale Silvano Piovanelli nel 1986.
La fase diocesana del processo (che dal punto di vista del diritto canonico va sotto il titolo di "processo informativo diocesano sulle virtù eroiche e sulla fama di santità del Servo di Dio Giorgio La Pira") ha comportato l'esame teologico di tutti gli scritti editi di La Pira, la raccolta delle dichiarazioni di diverse centinaia di testimoni, la relazione sui più significativi documenti inediti. Essa si è conclusa il 4 aprile 2005.
Tutta la documentazione è stata trasmessa alla Pontificia Commissione per le Cause dei Santi.